La sperimentazione dell’immunovaccino sulle nutrie

La sperimentazione dell’immunovaccino GonaCon® è ancora in corso, con attività di laboratorio già previste dal piano di lavoro e qualche new entry inattesa.

A causa infatti degli atti di vandalismo ai danni delle nostre gabbie verificatisi nel corso degli anni, non è stato possibile condurre la fase di sperimentazione in campo prevista nelle aree che erano state individuate. Per superare questa criticità, si è deciso di trasferire gli animali in un ambiente semi-naturale adiacente i laboratori. Questa nuova area recintata, già in costruzione, sarà dotata di rete antifuga e arricchimenti ambientali come arbusti, sottobosco e uno specchio d’acqua per simulare un habitat naturale, e garantirà maggior spazio a disposizione per gli animali e condizioni più adeguate per il loro benessere e l’osservazione del loro comportamento in condizioni di semi-libertà.

Una soluzione che, sebbene nata da una necessità che avremmo preferito evitare, offrirà ottime condizioni di vita per gli esemplari coinvolti, e permetterà di raccogliere dati anche più attendibili sull’efficacia del vaccino in un contesto ecologicamente anche più rappresentativo.

In attesa di concludere l’allestimento di questo spazio naturale, negli ultimi mesi è proseguito il monitoraggio sistematico degli effetti del vaccino immunocontraccettivo su individui di sesso femminile secondo il protocollo, che prevede il confronto tra un gruppo trattato con il vaccino e un gruppo di controllo non trattato con l’obiettivo di valutare l’efficacia e la sicurezza dell’approccio.

Tale protocollo include controlli sanitari mensili, ma anche prelievi ematici per l’analisi dei dosaggi ormonali e dei titoli anticorpali anti-GnRH; tamponi vaginali per monitorare l’eventuale ovulazione; indagini ecografiche per valutare lo stato riproduttivo delle femmine.

I campioni di siero raccolti tra il terzo e il settimo settimo mese successivo alla somministrazione del vaccino, sono stati inviati all’Università di York per la titolazione degli anticorpi anti-GnRH e l’esito è confortante: tutti i cinque animali trattati (100%), infatti, hanno mostrato una risposta immunitaria al vaccino con titoli anticorpali variabili da 1:8 a 1:512, confermando una buona capacità del vaccino di stimolare il sistema immunitario, benché restino da indagare gli effetti a lungo termine e le differenze tra individui, che possono compromettere l’efficacia della sterilità.

Si continua quindi con il lavoro, con la previsione di avere le prime risposte certe e attendibili nel primo semestre del 2025.

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