Obiettivi

LA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE DEI CANALI

Nei territori caratterizzati dall’impoverimento delle componenti naturali perché destinati prevalentemente all’uso agricolo o pervasi da una diffusa urbanizzazione, i canali artificiali contribuiscono in modo significativo alla conservazione della biodiversità vegetale, distribuendo acqua al territorio durante i periodi più siccitosi, offrendo rifugio a molteplici specie e divenendo un importante elemento di supporto alla rete dei corridoi ecologici e di connessione diretta tra diverse aree naturali.

LIFE Green4Blue intende migliorare il bilancio di tutte le funzioni che la rete di canali artificiali fornisce al territorio incrementandone la funzione di corridoi ecologici, e supportare così la biodiversità e la connessione fra le aree umide della Rete Natura 2000.

La gestione integrata del territorio porterà infatti ad un miglioramento dei servizi ecosistemici offerti dagli ambienti umidi di pianura, aumentandone la capacità di resilienza e il valore intrinseco grazie al miglioramento della qualità delle acque per i processi di fitodepurazione, alla disponibilità di piante acquatiche autoctone allevate stabilmente in vivaio, e allo sviluppo di nuove superfici di habitat protetti.

Gli interventi finalizzati alla riqualificazione dei canali artificiali prevedono:

La creazione di 9 stepping stones, interventi puntuali di riqualificazione lungo le principali direttrici di connessione fra i siti di Rete Natura 2000. Attraverso la realizzazione di nuovi profili degli alvei dei canali e di pozze permanenti per l’insediamento di vegetazione acquatica, si favorirà l’accrescimento delle specie arboree e l’evoluzione verso ecosistemi complessi che possano attirare i predatori delle IAS più critiche della pianura, come alcune specie di Ardeidi.

Attività

La pianificazione e costruzione di un vivaio di piante per la conservazione ex-situ delle specie autoctone di pianura e la propagazione delle specie da introdurre nelle stepping stones. Le piante del vivaio sono piante acquatiche sommerse ed emergenti ad accrescimento rapido, che possono soppiantare le piante ruderali e invasive che si trovano attualmente nei siti di intervento, e comprendono specie in declino. Il vivaio, aperto al pubblico, fornisce piante, su ordinazione, per impianti di fitodepurazione, ripristini ambientali e acquari.

Attività

La sperimentazione di nuove tecniche di sfalcio e di gestione della vegetazione riparia dei canali per garantire una miglior connettività ecologica e qualità dell’acqua.

Attività

IL CONTROLLO DELLE SPECIE INVASIVE

Le specie aliene (alloctone) sono organismi viventi animali o vegetali introdotti in habitat diversi da quelli di origine, a causa di mutamenti delle condizioni ambientali o per l’inserimento diretto ad opera dell’uomo.

Le conseguenze della loro presenza sono: da una parte, il consumo delle risorse destinate alle specie locali (autoctone), ovvero alle specie che negli anni si sono co-evolute con un determinato habitat rispettandone le caratteristiche ed efficientandone l’impiego; dall’altra, la capacità di diventarne competitori letali, contribuendo alla riduzione del tasso di biodiversità dell’ecosistema ed esponendolo a situazioni di forte instabilità e squilibrio.

In Italia le specie aliene sono più di 3.000, con un incremento del 96% negli ultimi 30 anni, e LIFE GREEN4BLUE realizzerà attività di monitoraggio e controllo su due specie invasive particolarmente impattanti per l’ecosistema dei canali di bonifica.

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La nutria (Myocastor coypus), una specie inclusa nella lista IUCN delle 100 peggiori specie aliene invasive, introdotta in Italia nel 1928. Considerata una delle 10 specie aliene invasive con il maggiore impatto sui servizi ecosistemici, è presente in quasi tutte le regioni italiane con molte popolazioni considerate attivamente in espansione, e in tutta la pianura dell’Emilia-Romagna, dove è tuttavia  segnalata anche in zone collinari e montane. Nel ferrarese è presente con almeno 36.000 individui.

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Il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), una specie introdotta in Europa nel 1973 e anch’essa inclusa nella lista IUCN delle 100 peggiori specie aliene invasive. Presente in quasi tutte le regioni italiane, soprattutto del centro e centro-nord, in Emilia-Romagna la si trova nei canali di irrigazione con acqua caratterizzata da una salinità massima di 2-3 PSU. Il gambero rosso della Louisiana è temuto però per la sua capacità di adattamento a salinità anche maggiori, come quella dei già fragili ecosistemi lagunari del Delta del Po.

Le attività su queste due specie saranno incentrate sulla sperimentazione di un modello innovativo di controllo demografico.

Per la riduzione delle popolazioni di nutria, sarà applicata una tecnica di sterilizzazione attuata attraverso la somministrazione di un immunovaccino, da applicare e diffondere nei contesti urbani dove il contenimento mediante soppressione eutanasica risulta non sempre socialmente accettato.

Attività

Per il contenimento del gambero rosso della Louisiana saranno realizzate 9 stepping stones lungo i corsi idrici per favorire la sosta e la riproduzione di alcune specie autoctone di Ardeidi predatrici del gambero, limitandone naturalmente la diffusione.

Attività
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