I 9 siti di intervento di LG4B

A febbraio 2024 si sono conclusi i lavori previsti per i 9 siti di intervento scelti da LIFE GREEN4BLUE per ospitare la vegetazione acquatica del vivaio e le stepping stones di supporto alla rinaturalizzazione del paesaggio.

In questa pagina abbiamo raccolto tutte le informazioni di dettaglio su cosa è stato realizzato e perché.

Il materiale fotografico relativo ai lavori sarà disponibile a breve. Un esempio di cosa sarà pubblicato è fornito tuttavia per il Sito #3, con un video che spiega il lavoro di risagomatura effettuato sulle sponde dei canali e una galleria di immagini relative alle varie fasi dei lavori.

Una tabella di sintesi con numeri e cifre è invece disponibile a questa pagina.

Buona lettura!

Scolo Garda Basso

Il canale

Lo scolo Garda Basso è un canale inciso ad uso promiscuo (scolo delle acque meteoriche e servizio irriguo) che ha origine all’altezza della frazione di Villa Fontana, nel Comune di Medicina (Bo). Il suo corso di 14,2 km si conclude presso la località Casotto del Palone, dove si unisce ad altri due scoli di acque basse, lo scolo Menata e lo scolo Sesto Basso. Dall’unione di questi canali ha origine il Collettore Menata, precisamente nel punto di confine tra i due siti di Rete Natura 2000 IT4050022 – “Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella” e IT4060001 – ZSC-ZPS – “Valli di Argenta”, dentro cui questo canale scorre fino a raggiungere la cassa d’espansione di Valle Santa a Campotto (Fe).

Il sito
  • Superficie totale 3.000 mq
  • Sponda sinistra dello scolo Garda Basso, all’interno e verso il confine est del sito di Rete Natura 2000 “IT4050022 – ZSC-ZPS – Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella”.
  • Raggiungibile a piedi camminando per 1.700 metri risalendo la sponda sinistra dello Scolo Garda Basso partendo dal ponte di via Bassa in direzione Sud, seguendo l’argine dello Scolo Garda Alto.

Il sito n.1 è posizionato 4,7 km a monte della fine del canale, in prossimità delle zone umide della “Tenuta Vallona”. Inoltre dista 1 km dal complesso di zone umide dell’”Oasi del Quadrone”, storica area caratterizzata da habitat tipici della Pianura Padana.

Il sito si sviluppa per 140 m lungo la sponda sinistra del canale Garda Basso a partire dal passaggio dello stesso al di sotto del canale Garda Alto.

Morfologicamente il sito si presenta suddiviso in due aree: una lunga sponda dalla dolce pendenza sale dal canale fino a raggiungere la quota dell’arginatura, in cui sono presenti una viabilità di servizio e una formazione lineare mista di alberi ed arbusti.

Gli interventi

Gli interventi presso quest’area di pertinenza idraulica precedentemente non utilizzata hanno riguardato la modifica della sponda per dare un’inclinazione limitata tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderle meno adatte alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

Oltre a ciò sono state messe a dimora piante arboree ed arbustive tipiche dell’habitat di importanza comunitaria “92A0 – Foreste a galleria di pioppi e salici”. In totale, ad integrazione rispetto alla copertura arborea presente, sono state messe a dimora 84 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 1.000 mq.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2022.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione ripariale non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000.

Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Scolo Sesto Basso

Il canale

Lo scolo Sesto Basso è un canale inciso ad uso promiscuo (scolo delle acque meteoriche e servizio irriguo) con una lunghezza totale di 16,3 km. Ha origine nei pressi della località La Motta, nel Comune di Budrio (BO), vicino al confine del ZSC-ZPS IT4050022, dentro cui scorre per quasi 10 km, costeggiando il Torrente Idice, “Valle Orsona”, la “Tenuta Boscosa” e il Torrente Quaderna. Il corso del canale fuori da aree protette si conclude passando al di sotto dello Scolo Garda Alto nei pressi della località Casotto del Palone, dove il Sesto Basso si unisce ad altri due scoli di acque basse, lo Scolo Menata e lo Scolo Garda Basso. Dall’unione di questi canali ha origine il Collettore Menata, precisamente nel punto di confine tra i due siti di Rete Natura 2000 IT4050022 – “Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella” e IT4060001 – ZSC-ZPS – “Valli di Argenta”, dentro cui questo canale scorre fino a raggiungere la cassa d’espansione di Valle Santa a Campotto (Fe).

Il sito
  • Superficie totale 1.300 mq
  • Confluenza tra lo Scolo Sesto Basso e lo Scolo Sant’Antonio, interessando rispettivamente le sponde destra e sinistra dei due canali, al margine del confine del sito di Rete Natura 2000 “IT4050022 – ZSC-ZPS – Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella”.
  • Raggiungibile a piedi camminando per 700 metri lungo la sponda destra dello Scolo Sesto Basso partendo dal ponte di via M. Cappelletti in direzione Sud-Est verso l’argine dello Scolo Garda Alto.

Il sito n.2 è posizionato alla conclusione del percorso dello Scolo Sesto Basso, nelle prossimità dell’inizio del sito di Rete Natura 2000 IT4060001 – ZSC-ZPS – “Valli di Argenta”, compreso nel Parco del Delta del Po, le cui zone umide principali distano 2 km.

Il sito è identificabile nella punta di terreno pianeggiante alla confluenza tra i due canali, utilizzato come terreno agricolo fino al 2021 dall’azienda agricola confinante.

Gli Interventi

La semplice morfologia del sito ha permesso una modifica limitata per lo svolgimento degli interventi di formazione della stepping stone. Nello specifico sono state modificate le sponde dei canali per dare un’inclinazione limitata tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderle meno adatte alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria). Per quanto riguarda la vegetazione legnosa è stato messo a dimora un nucleo di piante al centro dell’appezzamento, appartenenti all’habitat “91F0 – Foreste miste ripariali”. In totale sono state messe a dimora 40 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 400 mq.

Con  il movimento terra è stato possibile realizzare un lieve rilevato al centro dell’appezzamento, mentre la viabilità spondale è stata mantenuta spostandone la sede lungo il perimetro.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2022.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione ripariale non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000.

Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Scolo Sesto Basso

Il canale

Lo scolo Sesto Basso è un canale inciso ad uso promiscuo (scolo delle acque meteoriche e servizio irriguo) con una lunghezza totale di 16,3 km. Ha origine nei pressi della località La Motta, nel Comune di Budrio (BO), vicino al confine del ZSC-ZPS IT4050022, dentro cui scorre per quasi 10 km, costeggiando il Torrente Idice, “Valle Orsona”, la “Tenuta Boscosa” e il Torrente Quaderna. Il corso del canale fuori da aree protette si conclude passando al disotto dello Scolo Garda Alto nei pressi della località Casotto del Palone, dove il Sesto Basso si unisce ad altri due scoli di acque basse, lo Scolo Menata e lo Scolo Garda Basso. Dall’unione di questi canali ha origine il Collettore Menata, precisamente nel punto di confine tra i due siti di Rete Natura 2000 IT4050022 – Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella e IT4060001 – ZSC-ZPS – Valli di Argenta, dentro cui questo canale scorre fino a raggiungere la cassa d’espansione di Valle Santa a Campotto (Fe).

Il sito
  • Superficie totale 1.500 mq
  • Banca compresa tra la sponda sinistra dello Scolo Sesto Basso e l’argine destro dello Scolo Sesto Alto.
  • Raggiungibile a piedi camminando per 450 metri lungo la sponda sinistra dello Scolo Sesto Basso partendo dal ponte di via M. Cappelletti in direzione Nord-Ovest lungo l’argine dello Scolo Sesto Alto.

Il sito n.3 è posizionato tra l’ultima curva dello Scolo Sesto Basso ed il ponte di via Cappelletti. Dista 300 m in linea d’aria dal confine del sito di Rete Natura 2000 IT4050022 – Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella e 1,3 km dal confine del sito IT4060001 – ZSC-ZPS – Valli di Argenta, compreso nel Parco del Delta del Po.

Sulla sponda opposta del limitrofo Scolo Sesto Alto è presente una zona umida ricostituita di proprietà privata.

Il sito è identificabile nella banca lunga 200 m e larga 25 m, presente tra la sponda sinistra dello Scolo Sesto Basso e l’argine destro dello Scolo Sesto Alto, utilizzato come pioppeto fino al 2023 dall’Azienda Agricola Due Ponti, del Consorzio della Bonifica Renana.

Gli interventi

La morfologia del sito ha permesso una modifica incisiva dello spazio compreso tra i due canali per lo svolgimento degli interventi di formazione della stepping stone.

Nello specifico è stata modificata la sponda sinistra del canale per dare un’inclinazione più lieve, tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderla meno adatta alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

All’interno dell’area caratterizzata precedentemente da pioppeto da carta sono state realizzate due bassure umide idraulicamente connesse tra loro e con il canale, con una superficie complessiva di 350 mq (200 + 150 mq). Queste bassure mantengono al loro interno lo stesso tirante idraulico dello scolo Sesto Basso e qualora quest’ultimo subisca un abbassamento del livello, una valvola clapet permette di mantenere un quantitativo di acqua ottimale all’interno della bassura, fino al ripristino nel canale della quota per la fornitura irrigua. Come lungo la sponda del canale, anche le sponde delle bassure sono state caratterizzate dall’inserimento di vegetazione erbacea tipica delle rive dei corsi d’acqua provenienti dal vivaio dell’azione C.1.

Per quanto riguarda la vegetazione legnosa sono state messe a dimora piante lungo tutto l’appezzamento appartenenti all’habitat “92A0 – Foreste a galleria di pioppi e salici”. In totale sono state messe a dimora 183 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 2.500 mq.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2024.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione ripariale non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000.

Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Guarda il video sulla risagomatura delle sponde.

Guarda la galleria di foto sulle fasi degli interventi:

Canale Lorgana

Il canale

Il canale Lorgana è il canale collettore finale del reticolo basso del territorio compreso tra il Fiume Reno e il Torrente Idice. Ha origine a valle dell’abitato di Malalbergo (Bo) dalla confluenza tra lo scolo Lorgana Inferiore e lo scolo Tombe. Mediante il suo alveo inciso svolge la funzione di scolo delle acque meteoriche e raccoglie le acque di altri canali e scoli minori; inoltre, lungo la maggior parte del suo percorso, svolge anche la funzione di fornitura irrigua. Dopo un percorso totale di 28,6 km il canale raggiunge l’impianto idrovoro di Saiarino, nel Comune di Argenta (Fe), in corrispondenza del quale il volume di carico e il livello del pelo dell’acqua viene gestito in base alle esigenze di scolo/irrigazione. Lungo il suo intero percorso, il Canale Lorgana attraversa quattro differenti siti di Rete Natura 2000: il tratto iniziale scorre all’interno poi sul confine del sito IT4050024 – ZSC-ZPS – “Biotopi e ripristini ambientali di Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malalbergo e Baricella”, successivamente entra per un breve tratto nel sito IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”. Il tratto finale del corso del canale insiste totalmente all’interno di aree protette a livello comunitario: per 2,3 km si sviluppa dentro al sito ZSC-ZPS IT4050022 (da ponte Zanolini a Molinella (BO) fino al confine tra la Città Metropolitana di Bologna e la Provincia di Ferrara), mentre i successivi 2.200 m a valle (dal confine provinciale fino all’idrovora di Saiarino) sono parte del IT4060001- ZSC-ZPS – “Valli di Argenta”. Questo secondo tratto è compreso anche all’interno del perimetro del Parco Regionale del Delta del Po.

Il sito
  • Superficie totale: 3.000 mq
  • Banca compresa tra la sponda sinistra del Canale Lorgana e l’argine destro del Canale della Botte, 400 m a monte dall’ingresso del canale nel sito di Rete Natura 2000 IT4050022 – ZSC-ZPS – “Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella”.
  • Raggiungibile a piedi camminando per 300 metri lungo la sponda destra del Canale Lorgana partendo dal parcheggio presente nei pressi del ponte di via Zanolini in direzione Ovest.

Il sito n.4 è posizionato a 400 m dal confine del sito di Rete Natura 2000 IT4050022 – ZSC-ZPS – “Biotopi e ripristini ambientali di Medicina e Molinella”. A 2,7 km a valle del sito iniziano l’area protetta IT4060001- ZSC-ZPS – “Valli di Argenta” e il Parco del Delta del Po. A 5 km a monte del sito è presente l’area protetta IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”.

Sulla sponda opposta del limitrofo Canale della Botte è presente la cassa d’espansione Cornacchia, caratterizzata da differenti zone umide e boschive di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana.

L’area di intervento è identificabile in un tratto di banca lungo 120 m e largo 25 m, presente tra la sponda sinistra del Canale Lorgana e l’argine destro del Canale della Botte. Questi due canali scorrono paralleli per la maggior parte del loro corso definendo una striscia di terra nella quale sono stati realizzati interventi di ripristino ecologico all’interno del progetto LIFE Econet tra il 1999 e il 2003, creando una lunga fascia principalmente composta da arbusti, esemplari arborei e macchie di canneto.

Gli interventi

La morfologia del sito e la forma lunga e stretta hanno permesso una modifica limitata per lo svolgimento degli interventi di formazione della stepping stone.

Nello specifico è stata modificata la sponda del canale per dare un’inclinazione più dolce tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderle meno adatte alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

All’interno dell’area caratterizzata precedentemente da arbusti, rovi e canneto è stata realizzata una bassura umida idraulicamente connessa al canale di 220 mq. Questa bassura mantiene al suo interno lo stesso tirante idraulico del Canale Lorgana e qualora quest’ultimo dovesse subire un abbassamento del livello, una valvola clapet permette di mantenere il livello ottimale all’interno della bassura, fino al ripristino del canale. Come lungo la sponda del canale, anche le sponde delle bassure sono state caratterizzate dall’inserimento di vegetazione erbacea tipica delle rive dei corsi d’acqua provenienti dal vivaio dell’azione C.1.

Per quanto riguarda la vegetazione legnosa sono state messe a dimora piante attorno alla bassura umida appartenenti all’habitat “91F0 – Foreste miste ripariali”. In totale sono state messe a dimora 56 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 1000 mq, integrando gli inserimenti con la vegetazione legnosa già presente in loco.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2022.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000. Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana), mentre durante l’inverno è stato interessato dall’azione C.4 relativa al controllo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

Canale Allacciante IV Circondario

Il canale

Il canale Allacciante IV Circondario è un canale promiscuo che, come dice il nome, oltre a svolgere la funzione di fornitura irrigua durante l’estate, ha il ruolo di allacciante, cioè di corpo idrico recettore di canali di piccole e medie dimensioni per la raccolta delle acque di scolo del settore idraulico compreso tra il Canale Navile e il Torrente Idice.

Il canale ha origine nei pressi dell’autostrada A13 Bologna-Padova nel Comune di Bentivoglio (BO), dove riceve le acque dello scolo Fossa Quadra Superiore e poi inizia a scorrere in destra idraulica al Diversivo Navile-Savena Abbandonato, fungendo per un tratto di 3 km da fosso di guardia a questo corso d’acqua regionale arginato. I primi 7 km di corso del canale sono caratterizzati dall’alveo inciso, quindi privo di arginature e con alveo a una quota più bassa del piano di campagna. Dopo 1,5 km a valle del centro abitato del Comune di Minerbio il canale diventa arginato, con un’altezza dell’arginatura crescente fino alla fine del canale stesso. Nonostante le arginature, necessarie al contenimento delle acque meteoriche trasportate, il canale mantiene costantemente l’apporto di acqua dal reticolo di canali e scoli minori che solcano questo territorio.

Dopo un percorso totale di 20 km il canale raggiunge il Canale della Botte in località San Pietro Capofiume, riversando le acque provenienti dalla media pianura bolognese all’interno del principale collettore delle acque alte del comprensorio.

Lungo il suo intero percorso, il Canale Allacciante IV Circondario attraversa il sito di rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” per una lunghezza totale di 2,7 km, fungendo da confine nord.

Il canale delle Botte, appena 500 m a valle del punto in cui riceve le acque del Canale Allacciante IV Circondario, entra all’interno del sito di Rete Natura 2000 IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”.

Lungo il Canale Allacciante IV Circondario sono posizionati tre siti di intervento di LIFE GREEN4BLUE: sito 5, sito 6 e sito 7, rispettivamente distanti 2,2 km, 4,4 km e 7,2 km dalla fine del canale.

Il sito
  • Superficie totale: 7.500 mq
  • Argine sinistro e pertinenza spondale del Canale Allacciante IV Circondario, 150 m a valle del ponte di via Idice Abbandonato, distante 2,5 km dal sito di Rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” e 3 km dal sito di Rete Natura 2000 IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”.
  • Raggiungibile a piedi camminando per 1.000 metri lungo la strada sterrata via Vescovo sulla sponda destra del canale fino al ponte interpoderale che permette l’accesso al sito.

Il sito n.5 è localizzato in un punto quasi equidistante tra due siti della Rete Natura 2000, in un contesto prettamente agricolo, privo di aree ambientali o seminaturali.

L’area di intervento è identificabile con l’argine sinistro del canale a valle del ponte di via Idice Abbandonato per una lunghezza di 300 m. A questo si aggiunge l’appezzamento di terreno contiguo compreso tra il canale e il piccolo fosso Scolo Bonello di San Pietro, per una pari lunghezza lineare e una larghezza media di 20 m.

Questi terreni di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana sono stati lavorati come seminativi fino a metà 2022 dall’agricoltore confinante.

Gli interventi

La forma lineare del sito di intervento ha permesso una modifica principalmente incentrata sullo spostamento dell’argine sinistro per la formazione della stepping stone. Nello specifico è stato arretrato il ciglio dell’argine di 12 m verso i campi coltivati, diminuendo l’inclinazione della sponda per permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per rendere tale zona meno adatta alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

Per quanto riguarda i terreni contigui all’argine è stata inserita vegetazione legnosa divisa in due gruppi localizzati all’inizio e alla fine di questo tratto lineare. In totale sono state messe a dimora 180 piante legnose arboree ed arbustive appartenenti a specie autoctone del territorio e riconducibili alla tipologia di habitat “92A0 – Foreste a galleria di pioppi e salici”, per una superficie arborata totale di 1.000 mq.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2023.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione ripariale non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000.

Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Canale Allacciante IV Circondario

Il canale

Il canale Allacciante IV Circondario è un canale promiscuo che, come dice il nome, oltre a svolgere la funzione di fornitura irrigua durante l’estate, ha il ruolo di allacciante, cioè di corpo idrico recettore di canali di piccole e medie dimensioni per la raccolta delle acque di scolo del settore idraulico compreso tra il Canale Navile e il Torrente Idice.

Il canale ha origine nei pressi dell’autostrada A13 Bologna-Padova nel Comune di Bentivoglio (BO), dove riceve le acque dello scolo Fossa Quadra Superiore e poi inizia a scorrere in destra idraulica al Diversivo Navile-Savena Abbandonato, fungendo per un tratto di 3 km da fosso di guardia a questo corso d’acqua regionale arginato. I primi 7 km di corso del canale sono caratterizzati dall’alveo inciso, quindi privo di arginature e con alveo a una quota più bassa del piano di campagna. Dopo 1,5 km a valle del centro abitato del Comune di Minerbio il canale diventa arginato, con un’altezza dell’arginatura crescente fino alla fine del canale stesso. Nonostante le arginature, necessarie al contenimento delle acque meteoriche trasportate, il canale mantiene costantemente l’apporto di acqua dal reticolo di canali e scoli minori che solcano questo territorio.

Dopo un percorso totale di 20 km il canale raggiunge il Canale della Botte in località San Pietro Capofiume, riversando le acque provenienti dalla media pianura bolognese all’interno del principale collettore delle acque alte del comprensorio.

Lungo il suo intero percorso, il Canale Allacciante IV Circondario attraversa il sito di rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” per una lunghezza totale di 2,7 km, fungendo da confine nord.

Il canale delle Botte, appena 500 m a valle del punto in cui riceve le acque del Canale Allacciante IV Circondario, entra all’interno del sito di Rete Natura 2000 IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”.

Lungo il Canale Allacciante IV Circondario sono posizionati tre siti di intervento di LIFE GREEN4BLUE: sito 5, sito 6 e sito 7, rispettivamente distanti 2,2 km, 4,4 km e 7,2 km dalla fine del canale.

Il sito
  • Superficie totale: 3.500 mq
  • Sponda destra e pertinenza spondale del Canale Allacciante IV Circondario, immediatamente a valle del ponte di via Dugliolo, distante 1,7 km dal sito di intervento n. 5 e 2,8 km dal sito n. 7 del progetto, presenti sempre sul medesimo canale. A 1,3 km a nord del sito si trova il sito di Rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio”.

Il sito n.6 è localizzato a 1,3 km dal confine di un sito di Rete Natura 2000, in un contesto prettamente agricolo, privo di aree ambientali o seminaturali.

L’area di intervento è identificabile con la sponda destra del canale a valle del ponte di via Dugliolo per una lunghezza di 130 m. A questo si aggiunge l’appezzamento di terreno contiguo compreso tra il canale, via Dugliolo e la strada sterrata via Baraccano.

Tale appezzamento di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana ha una superficie totale di 3.500 mq e fino alla prima metà del 2022 è stato lavorato dall’agricoltore confinante.

Sulla sponda opposta al sito d’intervento si trova una superficie privata con imboschimento di piante arboree autoctone.

Il breve tratto interessato dagli interventi non presenta arginature grazie alla quota relativamente alta dei terreni circostanti.

Gli interventi

La morfologia del sito ha permesso diversi interventi di modifica.

Nello specifico è stata modificata la sponda destra del canale per dare un’inclinazione tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderla meno adatta alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

All’interno dell’area caratterizzata precedentemente da coltivazioni agricole a seminativo è stata realizzata una bassura umida di 270 mq idraulicamente connessa al canale. Questo invaso mantiene al suo interno lo stesso tirante idraulico del canale e qualora quest’ultimo subisca un abbassamento del livello, una valvola clapet permette di mantenere un quantitativo di acqua ottimale all’interno della bassura, fino al ripristino nel canale della quota per la fornitura irrigua. Come lungo la sponda del canale, anche le sponde delle bassure sono state caratterizzate dall’inserimento di vegetazione erbacea tipica delle rive dei corsi d’acqua provenienti dal vivaio dell’azione C.1.

Per quanto riguarda la vegetazione legnosa è stato messo a dimora un nucleo di piante al centro dell’appezzamento e ai bordi della bassura, appartenenti all’habitat “91F0 – Foreste miste ripariali”. In totale sono state messe a dimora 163 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 1.700 mq, integrando gli inserimenti con la vegetazione legnosa già presente in loco.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2023.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione ripariale non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000.

Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Canale Allacciante IV Circondario

I canali

Il canale Allacciante IV Circondario è un canale promiscuo che, come dice il nome, oltre a svolgere la funzione di fornitura irrigua durante l’estate, ha il ruolo di allacciante, cioè di corpo idrico recettore di canali di piccole e medie dimensioni per la raccolta delle acque di scolo del settore idraulico compreso tra il Canale Navile e il Torrente Idice.

Il canale ha origine nei pressi dell’autostrada A13 Bologna-Padova nel Comune di Bentivoglio (BO), dove riceve le acque dello scolo Fossa Quadra Superiore e poi inizia a scorrere in destra idraulica al Diversivo Navile-Savena Abbandonato, fungendo per un tratto di 3 km da fosso di guardia a questo corso d’acqua regionale arginato. I primi 7 km di corso del canale sono caratterizzati dall’alveo inciso, quindi privo di arginature e con alveo a una quota più bassa del piano di campagna. Dopo 1,5 km a valle del centro abitato del Comune di Minerbio il canale diventa arginato, con un’altezza dell’arginatura crescente fino alla fine del canale stesso. Nonostante le arginature, necessarie al contenimento delle acque meteoriche trasportate, il canale mantiene costantemente l’apporto di acqua dal reticolo di canali e scoli minori che solcano questo territorio.

Dopo un percorso totale di 20 km il canale raggiunge il Canale della Botte in località San Pietro Capofiume, riversando le acque provenienti dalla media pianura bolognese all’interno del principale collettore delle acque alte del comprensorio.

Lungo il suo intero percorso, il Canale Allacciante IV Circondario attraversa il sito di rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio” per una lunghezza totale di 2,7 km, fungendo da confine nord.

Il canale delle Botte, appena 500 m a valle del punto in cui riceve le acque del Canale Allacciante IV Circondario, entra all’interno del sito di Rete Natura 2000 IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”.

Lungo il Canale Allacciante IV Circondario sono posizionati tre siti di intervento di LIFE GREEN4BLUE: sito 5, sito 6 e sito 7, rispettivamente distanti 2,2 km, 4,4 km e 7,2 km dalla fine del canale.

Lo scolo Gallina Superiore è un canale promiscuo con prevalente funzione di raccolta delle acque di pioggia. Questo scolo ha origine al piede dell’argine sinistro del Torrente Idice, a sud est del centro abitato di Mezzolara, nel comune di Budrio, dove riceve le acque dello scolo Pianella Alto. Dopo un percorso totale di 7 km lo scolo Gallina Superiore si immette nel canale Allacciante IV Circondario, all’altezza del sito 7 del progetto. I primi 4,7 km di percorso del canale presentano l’alveo inciso rispetto al piano di campagna ed i successivi 1,7 km presentano invece un alveo arginato, a tutela dei terreni circostanti. A 4 km dall’inizio del canale si trova il sito 8, presso la confluenza con lo scolo Cornamonda Nuova, canale inciso con prevalente funzione di raccolta delle acque meteoriche.

Il sito
  • Superficie totale: 900 mq
  • Punto di immissione dello scolo Gallina Superiore nel Canale Allacciante IV Circondario, 600 m a monte del ponte di via Dugliolo all’uscita dell’omonima frazione del Comune di Budrio. Il sito dista 2,8 km dal sito n. 6 del progetto presente sul Canale Allacciante IV Circondario e 2,5 km dal sito 8 presente sullo scolo Gallina Superiore. A 1 km a ovest dell’area di intervento si trova il sito di Rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio.

Il sito n.7 è localizzato a 1 km dal confine di un sito di Rete Natura 2000, in un contesto prettamente agricolo, privo di aree ambientali o seminaturali.

L’area di intervento è identificabile con la banca arginale che si trova alla confluenza tra la sponda destra del canale Allacciante IV Circondario e la sponda sinistra dello scolo Gallina Superiore, localizzata 600 m a monte del ponte di via Dugliolo.

Tale appezzamento di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana ha una superficie totale di 900 mq, di cui la maggior parte è coperta da folta vegetazione legnosa spontanea.

L’area interessata dagli interventi è racchiusa al di sotto della quota degli argini che la circondano.

Gli interventi

Il sito, presentando già una copertura di piante legnose spontanee autoctone delle foreste miste ripariali, è stato unicamente interessato dalla realizzazione di una bassura umida idraulicamente connessa al canale di 80 mq. Questa bassura mantiene al suo interno lo stesso tirante idraulico del Canale Allacciante IV Circondario e quando il livello di questo subisce un abbassamento, una valvola clapet permette di mantenere un livello dell’acqua ottimale all’interno della bassura, fino al ripristino della quota nel canale. L’inserimento di vegetazione in questo sito ha interessato unicamente la sponda della bassura dove sono state inserite piante erbacee tipiche degli ambienti acquatici provenienti dal vivaio dell’azione C.1.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a marzo 2023.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale Pa – Canneti palustri e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000. Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Scolo Gallina Superiore e Scolo Cornamonda Nuova

I canali

Lo Scolo Gallina Superiore è un canale promiscuo con prevalente funzione di raccolta delle acque di pioggia. Questo scolo ha origine al piede dell’argine sinistro del Torrente Idice, a sud est del centro abitato di Mezzolara, nel comune di Budrio, dove riceve le acque dello scolo Pianella Alto. Dopo un percorso totale di 7 km lo scolo Gallina Superiore si immette nel canale Allacciante IV Circondario, all’altezza del sito 7 del progetto. I primi 4,7 km di percorso del canale presentano l’alveo inciso rispetto al piano di campagna ed i successivi 1,7 km presentano invece un alveo arginato, a tutela dei terreni circostanti. A 4 km dall’inizio del canale si trova il sito 8, presso la confluenza con lo scolo Cornamonda Nuova.

Lo scolo Cornamonda Nuova è un canale inciso con prevalente funzione di raccolta delle acque meteoriche del territorio in sinistra idraulica all’argine del Torrente Idice e a valle del Canale Emiliano Romagnolo nella zona della frazione di Mezzolara, del Comune di Budrio. Lungo il suo corso di 6,4 km, questo canale scorre a 270 m dal confine est del sito di Rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio”.

Il sito
  • Superficie totale: 380 mq
  • Punto di immissione dello Scolo Cornamonda Nuova nello Scolo Gallina Superiore, a sud est dell’abitato di Dugliolo, Comune di Budrio.
  • Dista 2,5 km dal sito n. 7 e 2 km in linea d’aria dal confine del sito di Rete Natura 2000 IT4050023 – ZSC-ZPS – “Biotopi e Ripristini ambientali di Budrio e Minerbio”.

Il sito n.8 è posizionato all’immissione dello Scolo Cornamonda Nuova all’interno dello Scolo Gallina Superiore, in un territorio a prevalente vocazione agricola e privo di aree naturali e seminaturali a meno di 2 km.

L’area d’intervento è identificabile nella punta di terreno agricolo pianeggiante presente alla confluenza tra gli alvei dei due canali, utilizzato come terreno agricolo fino al 2022 dall’azienda agricola confinante.

Gli interventi

La semplice morfologia del sito ha permesso una modifica limitata per lo svolgimento degli interventi di formazione della stepping stone. Nello specifico sono state modificate le sponde dei canali per dare un’inclinazione limitata tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderle meno adatte alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria). Per quanto riguarda la vegetazione legnosa è stato messo a dimora un nucleo di piante appartenenti all’habitat “91F0 – Foreste miste ripariali”. In totale sono state messe a dimora 21 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 60 mq.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2023.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale Pa – Canneti palustri e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000. Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana).

Canale della Botte

Il canale

Il canale della Botte è il canale collettore finale del reticolo alto del territorio compreso tra il Fiume Reno e il Torrente Idice. Ha origine a valle del centro abitato di Malalbergo (Bo) ricevendo le acque dello Scolo Riolo, il principale canale che raccoglie le acque del territorio compreso tra il Fiume Reno e il canale Navile. Il canale della Botte ha una lunghezza totale di 31,5 km e per l’intero percorso l’alveo è circondato da alte arginature, al fine di trasportare le acque di pioggia provenienti dall’alta pianura attraverso un territorio con quote del terreno minori. Il percorso del Canale della Botte è quasi totalmente parallelo al corso e alle arginature in destra idraulica del Fiume Reno, attraversando il centro abitato di San Pietro Capofiume, passando successivamente affianco all’abitato del Comune di Molinella per poi immettersi nel Fiume Reno all’altezza delle Valli di Argenta (Fe).

Lungo il suo intero corso, il Canale della Botte attraversa quattro differenti siti di Rete Natura 2000: il tratto iniziale scorre per 9,5 km all’interno del sito IT4050024 – ZSC-ZPS – “Biotopi e ripristini ambientali di Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malalbergo e Baricella”, successivamente entra per un tratto di 3,5 km nel sito IT4060017 – ZPS – “Po di Primaro e Bacini di Traghetto”. Il tratto finale del corso del canale insiste totalmente all’interno di aree protette a livello comunitario: per 4 km si sviluppa dentro al sito ZSC-ZPS IT4050022 (da ponte Zanolini a Molinella (BO) fino al confine tra la Città Metropolitana di Bologna e la Provincia di Ferrara), mentre i successivi 5 km a valle (dal confine provinciale fino all’idrovora di Saiarino) sono parte del IT4060001- ZSC-ZPS – “Valli di Argenta”. Questo secondo tratto è compreso anche all’interno del perimetro del Parco Regionale del Delta del Po.

Il sito
  • Superficie totale: 9.800 mq
  • Banca compresa tra la sponda sinistra del Canale della Botte e l’argine destro del Savena Abbandonato, corso d’acqua naturale.
  • Raggiungibile a piedi camminando per 850 metri lungo l’argine destro del Savena abbandonato partendo dal ponte di via Savena Vecchia in direzione Nord-Ovest.

Il sito n.9 è posizionato sulla banca sinistra del Canale della Botte, all’interno e verso il confine nord del sito di Rete Natura 2000 IT4050024 – ZSC-ZPS – “Biotopi e ripristini ambientali di Bentivoglio, San Pietro in Casale, Malalbergo e Baricella”, all’interno del Comune di Baricella.

Sulla sponda opposta del Canale della Botte è presente la cassa d’espansione Gandazzolo Vecchia caratterizzata da differenti zone umide di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana.

L’area di intervento è identificabile in un tratto di banca pianeggiante lungo 370 m e largo 25 m, presente tra la sponda sinistra del Canale della Botte e l’argine destro del Savena Abbandonato, corso d’acqua naturale.

Tale appezzamento ha una superficie totale di 9.800 mq e fino al 2021 è stato lavorato come pioppeto da carta dall’Azienda Agricola Due Ponti di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana.

Gli interventi

La grande dimensione del sito ha permesso di svolgere interventi rilevanti per la formazione della stepping stone.

Nello specifico è stata modificata la sponda sinistra del canale per dare un’inclinazione più lieve, tale da permettere un maggiore sviluppo delle piante igrofile ed elofite, spontanee e provenienti dal vivaio dell’azione C.1, e per renderla meno adatta alle attività di scavo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

All’interno dell’area caratterizzata precedentemente da pioppeto da carta è stata realizzata una bassura umida idraulicamente connessa con il canale, con una superficie complessiva di 650 mq. Questa bassura mantiene al suo interno lo stesso tirante idraulico del Canale della Botte e qualora quest’ultimo subisca un abbassamento del livello, una valvola clapet permette di mantenere un quantitativo di acqua ottimale all’interno della bassura, fino al ripristino nel canale della quota per la fornitura irrigua. Come lungo la sponda del canale, anche le sponde della bassura è stata caratterizzata dall’inserimento di vegetazione erbacea tipica delle rive dei corsi d’acqua provenienti dal vivaio dell’azione C.1.

Per quanto riguarda la vegetazione legnosa sono state messe a dimora piante lungo tutto l’appezzamento appartenenti all’habitat “91F0 – Foreste miste ripariali”. In totale sono state messe a dimora 328 piante legnose appartenenti a specie autoctone del territorio e facenti parte della tipologia di habitat di riferimento, per una superficie arborata totale di 3.800 mq.

I lavori di modellazione e messa a dimora sono stati conclusi a febbraio 2022.

Le altre azioni

Questo sito, oltre ad ospitare piante provenienti dal vivaio e a svolgere il ruolo di banca del seme per tali specie, è coinvolto nell’azione C.3, per cui la vegetazione non viene sfalciata lungo le sponde, in continuità con il resto del canale, al fine di permettere lo sviluppo dell’habitat di importanza regionale “Pa – Canneti palustri” e il potenziamento del canale come corridoio ecologico sul territorio tra i siti di Rete Natura 2000. Durante il periodo estivo il sito è interessato dall’azione C.4 relativa alla cattura della Specie Aliena Invasiva Procambarus clarkii (gambero rosso della Louisiana), mentre durante l’inverno è stato interessato dall’azione C.4 relativa al controllo della Specie Aliena Invasiva Myocastor coypus (nutria).

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