Giovani comunicatori partecipano alle attività di LG4B

Lo staff di LIFE GREEN4BLUE ringrazia Giulio e William per l’interesse dimostrato durante la loro partecipazione al nostro corso per giornalisti del 19 marzo scorso, e per la stesura di questo contributo.
Auguriamo loro un futuro professionale nella comunicazione all’altezza delle loro aspettative e del loro impegno!

A Bologna un incontro per parlare di giornalismo e sostenibilità ambientale

Siamo membri di REDACT-US, una “redazione giovani” che si occupa di tematiche ambientali, attivata tre anni fa grazie ad un’iniziativa di Fondazione Lombardia Ambiente e dall’associazione ToGether di Ravenna.

Lo scorso 19 marzo abbiamo avuto modo di partecipare ad un corso per giornalisti aperto al pubblico organizzato dal progetto LIFEGREEN4BLUE presso la casa di quartiere Katia Bertasi a Bologna. Nel corso della mattinata si sono susseguite varie interviste a specialisti nel campo ambientale condotte da giornalisti ed esperti del settore comunicativo riguardo come trasmettere la preservazione della biodiversità nel difficile equilibrio tra specie aliene e specie autoctone.

Ha introdotto la mattinata Piero Genovesi, responsabile del Servizio per il coordinamento della fauna selvatica di ISPRA, al quale abbiamo avuto la possibilità di porre alcune domande; successivamente, Stefano Ramondi, responsabile della Biodiversità di Legambiente Nazionale, è stato intervistato da Alberto Mazzotti, giornalista e addetto stampa, riguardo l’importanza di parlare di biodiversità e come farlo efficacemente. In seguito, è stato il momento dell’intervista ad Andrea Morsolin del consorzio della Bonifica Renana che è stata condotta da Stefano Folli, Direttore di Ecoscienza; i due hanno discusso riguardo le specie aliene invasive e la conservazione della biodiversità degli habitat di pianura e, in particolare, del progetto condotto da Morsolin nell’ambito della bonifica della fossa Renana: nel corso dell’intervista, lo stesso ha raccontato la sua esperienza soffermandosi sull’importanza dell’educazione degli agricoltori e pescatori in quanto principali fruitori del territorio riconoscendo l’importanza di un’alleanza con questi al fine di raggiungere più facilmente gli obiettivi preposti. Successivamente hanno interloquito Eleonora Angeloni, Communication manager di progetti Legambiente Nazionale e Lucia Felletti, Ufficio Stampa Parco del Delta del Po, in merito a come comunicare un progetto europeo e come lo fa un Ente Parco. Infine è stato proiettato il cortometraggio d’inchiesta “Esotici Fuori Luogo” vincitore dei premi “Roberto Morrione” e “Riccardo Laganà” per il giornalismo investigativo under 30; dopo la proiezione sono state intervistate dal CEO del gruppo le due ideatrici Caterina Tarquini e Francesca Sapio.

Nel corso della mattinata siamo riusciti a intervistare Piero Genovesi e le due vincitrici sopracitate. Durante la prima intervista, Genovesi ci ha raccontato che l’Italia è un paese molto vulnerabile al problema delle specie aliene invasive, difatti circa il 25% di quelle presenti in Europa si trova nella penisola italiana; inoltre, questo fenomeno è in forte crescita poiché legato ai commerci e al turismo. Ma cosa si può fare, a livello personale, per contrastare questo problema? Genovesi si è soffermato sull’importanza della prevenzione, specificando come sarebbe auspicabile favorire l’acquisto di specie autoctone a quelle esotiche, seppur preferite per il loro aspetto. Allo stesso modo, sarebbe meglio non comperare animali esotici come tartarughe o insetti e, soprattutto, non liberarli in natura. Genovesi ha, inoltre, sottolineato come l’impegno affinché le specie aliene invasive non si facciano largo nel nostro territorio non si tratti di una fisima velleitaria, bensì risulta importante proprio perché queste mettono a repentaglio la sopravvivenza delle specie autoctone: ci ha proposto l’esempio delle trote canadesi che per predazione hanno devastato varie specie di pesci autoctoni, o ancora, per competizione, le testuggini d’acqua e molti invertebrati stanno soffrendo a causa dell’introduzione di specie aliene. Alcune specie hanno un effetto diretto sulla nostra vita, basti pensare alla zanzara tigre, che, con sé, porta svariati virus e malattie pericolose, o alle nutrie, che indeboliscono gli argini dei fiumi contribuendo alle esondazioni di fiumi, come nel caso della famosa alluvione dell’Emilia- Romagna nel 2023.

Successivamente, abbiamo intervistato Caterina Tarquini e Francesca Sapio, che, vincendo i premi “Roberto Morrione” e “Riccardo Laganà”, hanno avuto la possibilità di produrre il loro documentario anche attraverso l’aiuto di tutor legali e giornalistici, oltre, ovviamente, ai fondi economici necessari alla realizzazione del documentario. Nel corso dell’intervista, le due giornaliste ci hanno spiegato come la parte più complessa del progetto sia stata il confrontarsi con realtà al di fuori della legalità e hanno evidenziato l’importanza di tecnologie come telecamere nascoste per carpire dichiarazioni o informazioni che non sarebbero state possibili ottenere altrimenti. In seguito, si sono soffermate sulla difficoltà riguardo il decidere quali argomenti trattare e quali no, considerata la vastità dell’argomento; ci hanno confidato che se avessero la possibilità di tornare indietro sceglierebbero un argomento più circostanziato. A nostro parere, il breve documentario risulta coinvolgente ed istruttivo; ha il pregio di affrontare tematiche complesse risultando sempre chiaro e diretto. Infine, considerata la sua brevità, si dimostra denso di contenuti ma facilmente fruibile.

La mattinata ha rappresentato un’occasione di confronto capace di unire la passione per il giornalismo alla necessità di comunicare i temi ambientali; le interviste faccia a faccia con gli esperti hanno offerto spunti preziosi su come l’informazione possa essere un mezzo fondamentale nella gestione del patrimonio ambientale.

Giulio Baccilieri e William Farrar

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