Le conseguenze dell’alluvione sul vivaio erano di tale portata da indurci a ipotizzarne la ricostruzione addirittura in una zona diversa da quella originaria, ovvero a Saiarino. Ma per alcune difficoltà di ordine logistico, l’idea è stata abbandonata.
A questo punto non potevamo che aspettare. Per oltre 5 mesi, però, le precipitazioni che si sono susseguite con regolarità hanno reso l’area dell’ex-Tabaccaia inagibile, perché il materiale che si era accumulato durante l’allagamento continuava ad essere troppo umido per consentire di entrare in campo con i macchinari necessari.
Lo dimostrano le foto, che evidenziano la spessa coltre di fango che ha avvolto le vasche, facendone un tutt’uno con il terreno su cui erano originariamente adagiate.
Dissotterrarle una ad una, verificare lo stato delle piante che vi erano contenute, pulirle e ricollocarle nella posizione originaria per comporre il nostro logo (le lettere LG4B), sarà un lavoro lungo e faticoso. Che necessita dell’impiego di mezzi pesanti e tanta forza fisica. È però l’obiettivo che ci eravamo dati e al quale non rinunceremo.
I lavori sono iniziati i primi giorni di aprile, con la predisposizione dello spazio per il recupero delle vasche e delle piante nella zona prativa a nord-est dell’ex-Tabaccaia. A seguire saranno svolti lavori impiantistici per ripristinare la linea elettrica all’edificio, caduta insieme al palo Enel durate l’alluvione, e per ricostruire il reticolo idraulico di canali che permetteva l’accesso all’acqua e il mantenimento dei suoi giusti livelli nelle vasche.
Crediamo che i mesi necessari per finire i lavori siano almeno due. Vogliamo essere fiduciosi che la pianificazione dei lavori non subirà interruzioni forzate, così da poter realizzare anche le visite ai siti di intervento programmate prima della conclusione del progetto.











